La guerra dei sessi.

Ieri sera ero alla presentazione del primo romanzo di Stefano Tummolini La Guerra dei Sessi, edito da Liberamente (pp 235, 13,50 euro). Avevo incontrato Stefano la settimana prima in un locale, mi aveva invitato a questo incontro a San Lorenzo e avevo pensato subito di andarci, anche per la presenza furbamente pubblicizzata di Ivan Cotroneo e nonostante io avessi capito che lui scriveva solo per il teatro (e invece oggi so che ha scritto anche Il Bagno Turco di Ozpetek). Insomma, avevo scoperto che saluto Stefano da anni senza averci capito una mazza e mi ero incuriosito. Inoltre avevo, e ho tuttora, un gran bisogno di essere ispirato, in generale.
Il mio progetto era: assistere alla presentazione, fare un paio di fotografie, conoscere Ivan Cotroneo e soprattutto osservare… per l’ispirazione no!
E invece sono il solito cojone. Appena arrivo conosco un tipo che mi piace e ci mettiamo a chiacchierare. Le foto me le scordo, quando sarebbero state un buon modo per restare in contatto con Stefano che ho scoperto essere molto gentile. Le letture dell’attore, con cui sono stato a letto anni fa, non mi piacevano (ma che si strilla! l’attrice invece era brava). A metà presentazione mi alzo e incontro la mia ex capo che ha apprezzato talmente tanto il mio lavoro da presentarmi a un collega come il suo ex stagista che invece non sono mai stato. Il romanzo storico ambientato nel futuro che racconta in parte i problemi dell’Italia di oggi non mi entusiasma e non lo compro, facendomi ovviamente prima notare da Stefano che pensava gli stessi per chiedere una dedica.
In realtà io ho un solo scopo: farmi invitare al cinema dove il bel tipo deve scappare. Esco con lui tralasciando un po’ di saluti, non facendo i complimenti all’attrice e perdendo l’occasione di scambiare due chiacchiere con Cotroneo (mi sa che è meglio che lo dica, Cotroneo traduce Cunningham, quello de Le Ore, ed è davvero bravo, da qui il mio interesse, che poi chissà che gli devo dire). Il bel tipo mi stringe la mano, mi dice che gli ha fatto molto piacere conoscermi e che spera di incontrarmi presto, magari col giro di Stefano. Ecco, considerando che ci ho messo cinque anni a capire che lavoro fa, potrei mettercene altri dieci prima di essere invitato a una festa.
Ormai sono fuori, piantato sul marciapiede con un sorriso da ebete e realizzo che non avevo fatto nulla di quello che mi ero ripromesso, ovviamente per andare appresso a un bel tipo. Che palle, sono il solito vanitoso e rimorchione da due soldi. Chiamo S. e mi dice che vorrebbe tanto vedermi ma stasera non gli va (?), chiamo V. ma resta a casa e non è il caso che passi da lei. E allora fanculo!… vada per il pollo nel frigo da due giorni.

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Una risposta a “La guerra dei sessi.

  1. stefano è veramente una persona in gamba, gli faccio di nuovo i complimenti per il suo libre. su ivan e antonio no comment!!!

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