Quadriennale.

Domenica alle tre del pomeriggio raggiungere la Quadriennale in motorino è un’esperienza surreale. Roma è deserta, avvolta in un’atmosfera postatomica. Sono tutti al mare per via dei quasi 40° e solo in centro si incontrano gruppi di turisti sfatti, assembrati vicino le fontane, che mi ricordano i documentari sugli animali in Africa. Per non dare nell’occhio anche io mi vesto da turista (sandali, shorts, maglietta, macchina fotografica) e l’inserviente del Palazzo delle Esposizioni mi saluta in inglese. All’interno la temperatura scende di almeno 20 gradi ma dopo lo shock iniziale si sta d’incanto.

La mostra è davvero bella e se avessi portato con me il pieghevole con gli autori e le opere sarei anche in grado di essere più preciso. Mi è piaciuto tanto il tappeto mobile in un corridoio stretto e bianco diretto vero una porta (bisogna stare attenti per trovarlo perché sta in una stanzetta un po’ nascosta). Sono rimasto stregato dai tulipani neri: dei ritagli di fotografie compongono due tulipani che si alzano morbidi contro il muro per un paio di metri; uno dei tulipani al posto dei pistilli ha due altoparlati tondi che trasmettono il fischiettio di un uomo. Bella anche la stanza con disegni e proiezioni su fogli A4 e i ritratti “acquosi” di non ricordo più chi. In generale di cose da vedere e con cui interagire ce ne sono parecchie e il percorso, libero, non è per niente noioso. Nonostante si tratti di arte contemporanea non ho avuto l’impressione di essere preso in giro con lavori troppo concettuali e poco artigianali, a parte forse un paio di opere sulle quali si potrebbe discutere.

 

Il catalogo della mostra costa 30 euro. Lo guardo, lo giro e lo rigiro e poi lo rimetto a posto. Peccato, mi sarebbe piaciuto averlo ma non mi sento di spendere 30 brande (la branda è l’unità di conto universale di un oggetto che non posso permettermi o che comunque costa troppo). E allora ripiego sul candido bar per un decaffeinato e un cornetto (2,20 euro si può fare). La coppia in foto sta utilizzando un MacBook Air (a partire da 1.699 brande) e neanche loro hanno preso il catalogo. I due hanno la faccia da ricchi. Io invece ho la faccia di chi vorrebbe provarci col cameriere.
 

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Una risposta a “Quadriennale.

  1. è vero la caffetteria anche nei posti piu chic è sempre abbordabile….e di solito anche i camerieri…sei sempre simpatico.

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