Cambio rotta, itinerario, smonto la baracca e via.

A Roma è in corso un’epidemia, almeno fra i miei amici e conoscenti. In una settimana quattro coppie sono scoppiate e ognuno è andato per la sua strada. Ma l’autunno non era il momento in cui ci si ficcava nel primo letto disponibile pur di non passare l’inverno da soli? E invece per quattro amici gay niente da fare, quattro storie durate qualche anno non hanno più bisogno di compromessi, di futuro. Dall’esterno è tutto più comprensibile che non per i diretti interessati, e questa è una delle crudeltà maggiori che io conosca.

Quando mi raccontano le loro storie devo tenere a freno il mio cinismo montante per non dire frasi del tipo “il sesso fra voi non funziona, non insistere. Non siete fatti l’uno per l’altro. Volete due cose diverse dalla vita. Finché non risolvi il tuo problema X non avrai mai una relazione sana ed equilibrata. Ormai hai fatto una stronzata e non c’è più niente da fare. Tu non sei innamorato di lui, stai solo compensando una tua mancanza.” Insomma, quel genere di frasette assolutamente da evitare quando un amico ti sta confidando il suo dolore, anche perché sono tutte frasette che hanno riguardato e riguardano anche me e sono di una aggressività inutile. E allora io li ascolto, cerco di essere gentile senza però mentire, cerco di fargli capire che possono contare su di me e che non sono soli.

è un anno e mezzo abbondante che non ho più una relazione. Qualche tentativo di uscire con qualche ragazzo/uomo ma niente di serio, nulla che abbia davvero lasciato il segno. Emotivamente non mi sono mosso di un passo e mi accorgo che devo sforzarmi per ricordare la sensazione di avere un compagno. Quando i miei amici mi raccontano le loro storie finite non voglio immedesimarmi, non voglio rischiare di ricordare quanto sia brutto lasciarsi, fra rabbia e rimpianti, incomprensioni e solitudine. Metto il pilota automatico e mi comporto come se le relazioni sentimentali non mi riguardassero affatto.

Stasera A. viene a cena da me, in cerca di comprensione e un po’ di compagnia. Sarò un torrente di positività, ottimismo a secchiate. Che fatica.

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