Lavoro cercasi.

Cercare lavoro è faticoso e stressante per definizione. Aggiornare il curriculum mi è costato un mal di testa. Non perché avessi da aggiungere chissà cosa, ma andava rivisto, ottimizzato. Ogni parola potrebbe valermi o meno un colloquio e io, va detto, mi stresso facilmente.
Si tratta di far risaltare i punti a favore mettendo in ombra le caratteristiche meno attraenti, dare importanza alle proprie doti senza omettere eventuali pecche. Bisogna sapersi vendere, e io sono sempre stato più bravo a comprare.

La cosa più difficile è stata ovviamente descrivere il mio lavoro. Forse capita a tutti, ma quando ci penso mi sembra di non aver fatto un cazzo nella vita. Sì certo, ho lavorato qui e lì, ma non ho mai svolto lavori che richiedessero più di una parola per essere descritti (commesso, redattore, schiavo…). Io non ho mai fatto quei lavori che servono quattro parole inglesi per capire almeno a grandi linee di che diavolo si parla! Quindi devo concentrarmi sull’esaltare i compiti svolti, perché chi come me non ha mai comandato non può affidarsi ai risultati come consigliano tutti i siti che parlano di come compilare un curriculum.

Non è che posso andargli a raccontare che tempo fa ho ottenuto il risultato di non essere più importunato dal direttore marketing nonché fidanzato del mio capo riuscendo a mantenere il lavoro.
(Faceva sempre il simpatico e un giorno mi è saltato addosso. è stato un gran risultato levarsi da quel casino).
O che una volta sono riuscito ad evitare il linciaggio mentre parlavo in inglese ad una riunione di fronte a trenta persone serissime su un argomento di cui non sapevo assolutamente nulla.
(La persona competente non aveva voglia di andare, e non parla inglese, quindi mandarono me senza nemmeno una cartellina di presentazione. Io sarei voluto sparire; non avevo capito che mi sarei ritrovato in quella situazione. Per un mese ricevetti mail e telefonate terribili da parte dei partecipanti a quella riunione in cui fui costretto ad avallare un progetto al quale era già noto che non avremmo mai partecipato).

Anche scrivere la lettera di presentazione può farmi venire le bolle. Quando rispondo ad un annuncio è abbastanza facile. La scelta è fra non scrivere nulla oppure accompagnare l’allegato con un semplice “buongiorno, invio il mio curriculum…”. Loro cercano personale, quindi non devo convincerli ad aprire il mio curriculum, almeno credo.

Quando contatto un’azienda di mia iniziativa il gioco si fa duro. Tutte le aziende italiane non pubblicano o nascondono per bene anche un semplice indirizzo info@…. Individuato un indirizzo devo convincere lo sventurato che aprirà la mia mail a leggerla fino in fondo e ad interessarsene. Frasi del tipo “sarei felice di lavorare per voi” sono troppo sdolcinate e poco professionali. “Sono competente e versatile” farebbe ridere anche il gestore di un sexy shop.
Meglio definirsi dinamico, che per quanto mi riguarda sta per “non me ne frega un cazzo di cosa mi proponi, basta che mi paghi e che sia dignitoso… e soprattutto rispondi a questa mail!”. Io sono ambizioso, ma a un certo punto mi girano le palle e non mi interessa se sia o meno il lavoro dei miei sogni, non mi interessa nemmeno trovarlo (almeno fino a quando un lavoro ce l’ho)… vorrei solo che rispondessero.

Oggi è venerdì e di inviare curriculum(s) non se ne parla. 

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