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Testimoni di Geova/ Scrivere, che passione!

letterageova

Ieri sera tornando a casa ho trovato una lettera scritta a mano nella cassetta della posta. Ho pensato subito a un vicino di casa che voleva lamentarsi. Dopo qualche riga invece ho pensato che fosse qualcuno che mi aveva visto baciare il mio compagno al portone e voleva manifestare il suo disappunto. Poi ho capito… che paura!
La lettera fa così:

Gentile lettore,
sono una donna cristiana, desidero parlare con lei del proposito originale di Dio per la Terra. Dio diede inizio a un Paradiso in Eden, come vediamo dalla scrittura di Genesi capitolo 2 versetti 8 e 15.

Adamo ed Eva e i loro figli dovevano estendere il Paradiso a tutta la Terra come dice Genesi capitolo 1 versetto 28.
Oggi questo sembra irrealizzabile per gli uomini, viste le condizioni che viviamo, di malvagità, sofferenze e terrorismo, ma Dio non ha rinunciato al suo proposito di fare della Terra un Paradiso.
La condotta illegale degli esseri umani non potrà cambiare il proposito di Dio, e al tempo stabilito da Lui distruggerà i malvagi come dice Proverbi capitolo 2 versetto 22. Tutti vorremmo vivere in pace e tranquillità, questa è la promessa di Dio.
Se vuole saperne di più, la invito a parlare con i testimoni di Geova, quando verranno a casa sua.
Grazie per la sua cortese attenzione.
                                                                            Distinti Saluti
                                                                            Rita L……….

 

Gentile e cortese Rita, lei è fortunata a non trovarmi a casa.

Colloquio col divino.

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Apro la posta e che trovo? Una risposta ad un curriculum! Comincio a saltare come Edwina Currie (ministro inglese negli anni ’80, nella foto in visita in un centro sportivo) e mi entusiasmo all’idea di affrontare il colloquio. Mi entusiasmo e allo stesso tempo mi spavento. Rileggo la mail con attenzione e capisco che di assunzione non se ne parla proprio. Si fa solo riferimento a collaborare, e in fondo va bene così, anche se ho il sospetto che mi mancherà come al solito il tempo.

Il curriculum lo avevo inviato ad un indirizzo generico mentre la risposta mi arriva firmata. Va da sé che mi incuriosisco e indago sul personaggio, che scopro essere il DirettoreCapoSantoDio. Infatti il tipo, oltre a fare il lavoro che fa, è appassionato di forum su internet e lascia commenti infervorati e senza peli sulla lingua su tanti argomenti. Ne esce una figura inquietante: è di destra (e questo non lo trovo così inquietante di per sé) e pensa che la battuta di Berlusconi sull’ “abbronzatura” di Obama sia un sintomo di modernità di cui il nostro Paese aveva bisogno; trova ingiusta la morte di Eluana perché i magistrati non dovrebbero permettersi di discutere su certi argomenti; pensa che le radici cristiane dell’Europa andrebbero sempre ribadite e rafforzate, il Cristianesimo è l’unico collante possibile che non ha mai fatto male a nessuno.

Però che palle! Ho sperato fino all’ultimo in un caso di omonimia ma non ho riscontri. Venerdì sarò a colloquio dal DirettoreCapoSantoDio e mi viene una gran voglia di presentarmi da subito come un convinto difensore dello Stato laico (come se davvero ci fosse). Chissà che succederà.

C’è chi la chiama fede.

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Una volta un amico, mio coetaneo con tanto di master, mi ha detto di credere fermamente alla resurrezione di Cristo e nello Spirito Santo. Tu pensa cosa mi avrebbe detto una signora di ottant’anni con la licenza elementare!? Piuttosto, preferirei credere alla teoria delle stringhe per rassegnarmi alle sfighe della vita.

Noi umani siamo per natura portati a pensare le cose che siamo in grado di immaginare (e viceversa). Ma Dio secondo me, se proprio non ne possiamo fare a meno, va proprio contro questo principio. Dio è qualcosa che non riusciamo a pensare, è un principio, una regola o un’energia, che noi uomini non percepiamo come tale e quindi non ce ne avviciniamo, nemmeno lo riconosciamo. Se penso a un extraterrestre immagino ET. Smetto di fare lo scemo, faccio un passo oltre, e penso che magari un extrarrestre non ha gambe e occhi. Forse non ha la vista, forse ha una forma che io non ho mai visto e che non sono in grado di immaginare perché non si avvicina in nessun modo alla mia esperienza. Forse è qualcosa che io non percepisco nemmeno come vita.

Una collega di lavoro atea un giorno mi ha detto che prova invidia nei confronti di chi ha fede in Cristo perché loro sono più sereni, hanno qualcosa in cui credere ciecamente. A me invece consola sapere di non sapere, e penso che se avessimo coscienza di cosa è Dio non esisteremmo.

Basta, mi sto per incartare. E poi la vita spesso è così semplice. A me ad esempio ora scappa terribilmente la cacca… e non è che posso mettermi a pensare a Dio mentre sto sul cesso.

Posso provare la L?

A me questo Cristo mi sta stretto  …  parliamone!