Archivi tag: Roma

Obama-ism.

267

Alla Casa Bianca cominciano le gaffes. E i giornali hanno già coniato il termine Obama-ism, che da noi si direbbero “le obamate”.
Ieri il “mio” Presidente ha dato una gran crocca al portellone dell’elicottero.

PS: anche oggi a Roma c’è un tempo di merda. Quasi quasi je lo dico a Obama, chissà che lui non possa fare qualcosa.

Basilica di San Clemente.

p1020946f

La basilica di San Clemente è stata una sorpresa. Ne avevo sentito parlare ma non mi aspettavo fosse così bella. Sta fra via Labicana e via di San Giovanni in Laterano; insomma poco distante dal Coming Out, uno dei bar gay più famosi di Roma, proprio di fronte la gelateria degli orsi (dove ronzava con l’occhio furbo un prete della basilica – domenicani irlandesi).

La basilica è dedicata a Clemente, terzo pontefice della storia (88-97 d.C) che secondo la leggenda dopo esser stato esiliato in Crimea fu gettato nel Mar Nero legato ad un’ancora.

Tre strati: edifici della fine del I secolo (una casa romana, un tempio Mitriaco), la basilica del IV secolo e sopra tutto la basilica del 1100 circa. Quest’ultima conserva al centro la splendida Schola Cantorum (del 500) mentre subito a sinistra dell’ingresso principale c’è la cappella tirata a lucido dedicata a Santa Caterina. Poi si scende (pagando 5 euro) verso la basilica più antica, con bellissimi affreschi (fra cui quello che riporta la prima iscrizione in italiano volgare) illuminati da un originale sistema di lampade. Al piano più basso, quello delle costruzioni romane, c’è anche una fonte.

Insomma, è assolutamente da vedere, anche solo per fare un giro nell’atrio, a quanto pare l’unico atrio medievale ancora esistente a Roma.

p1020944f 

Apertura: 9-12.30 e 15-18.30. La domenica apertura alle 10.
Da ottobre a marzo fino alle 18

Isi romanesco, corso fullimmerscion.

Su romaturismo.it c’è una sezione “dizionario” dove vengono spiegati alcuni modi di dire e parole in romanesco, con tanto di audio per la pronuncia. La selezione delle parole è un po’ bizzarra e il sito consiglia a tutti quelli che devono recarsi a Roma di dare un occhio al dizionario per sfoggiare al momento opportuno l’espressione dialettale appropriata. Ammazza che stronzata! Però a guardarlo bene è divertente e scopro cose che non sapevo. “Anna’ in gattaccia” vuol dire andare a donne, “ciriola’” significa perdere tempo, “sléppa” starebbe per forte colpo (ma “slèppa”, con la “e” aperta a casa mia significa una grande porzione, tipo “a regà ieri me so magnato na slèppa de pizza che me pareva na tovaja”).

Comunque buon corso e … “bella pe’ tutti”. (traduzione trovata su internet: esclamazione tipicamente romana che si può tradurre molto semplicemente con un’altra espressione altrettanto romana, interpretabile con aoh!).
Il romanesco è sempre così elegante ed efficace!

Un bacio volante, a Largo di Torre Argentina.

Sabato scorso ero spaesato. Vagavo per il centro senza una meta precisa. La gente comprava, fotografava, mangiava e rideva, come sempre. Io camminavo e basta, avevo bisogno di pensare, e passeggiare senza meta a volte mi aiuta.

A Largo di Torre Argentina mi fermo, proprio di fronte la Feltrinelli. Sono stanco e non so più dove andare. Un rumore mi fa girare all’improvviso e noto che una donna mi sta guardando da dentro un autobus. Il suo sguardo è malinconico e fisso, il viso un po’ gonfio, i capelli legati alla meglio. Mi guarda e accenna un sorriso. L’autobus si muove per ripartire, allora gli occhi le s’illuminano, la mano raggiunge le labbra che mi mandano un bacio. Io faccio appena in tempo a ricambiare un sorriso.

Non so cosa pensava, ma io non ero più solo. A volte non abbassare lo sguardo può valere davvero tanto.

Il Fontanone del Gianicolo.

Il cosiddetto Fontanone al Gianicolo è uno dei posti più belli di Roma. Il semicerchio della Fontana dell’Acqua Paola (è questo il vero nome) si affaccia su una terrazza panoramica da cui si vede tutta Roma (un po’ buia a dirla tutta). La fontana fu eretta sotto Paolo V da Flaminio Ponzio con la collaborazione di Giovanni Fontana (1608-1612), mentre il bacino semicircolare fu aggiunto da Carlo Fontana nel 1690. La struttura è semplice e si ispira agli archi trionfali romani. Sulla sommità, l’iscrizione celebra i meriti di Paolo V che ha riattivato l’acquedotto Traiano.
Il bar/ristorante accanto alla fontana, aperto solo d’estate, è un po’ troppo fighetto ma se non c’è molta gente è un buon posto per fare due chiacchiere e bere qualcosa a un prezzo eccessivo. Di fronte la fontana, a fare da cornice alla vista su Roma, si trova la settecentesca villa Vaini – Giraud – Ruspoli, residenza estiva del re di Spagna.
Per altre foto della fontana vedi oltre. Continua a leggere

Muji, finalmente a Roma.

Il 26 luglio ha finalmente aperto Muji a Roma, a via del Tritone 199-200. L’ho saputo per caso un paio di giorni fa e oggi ci sono passato. Il negozio è piccolo, quindi niente mobili, ma c’è comunque da perderci una mezz’ora. Io ho comprato solo un tubetto trasparente da 100 ml per mettere la crema solare da portare nel bagaglio a mano in aereo. Muji è proprio questo. La stronzata che ti manca. Dopo anni a vagare per l’Europa in cerca di negozi Muji, era ora che anche noi romani, come da anni i milanesi e i torinesi, avessimo l’occasione di comprare oggetti superflui a prezzi fondamentalmenti alti (la porcellana ha un prezzo imbarazzante). D’altra parte se un europeo vuole fare il giapponese è giusto che paghi salato (anche il made in China di MUJI). Sia chiaro, tutta questa vena polemica è perché sono uscito da Muji spendendo 2,25 euro, causa miseria, quando in realtà avrei voluto comprare anche il lettore cd da parete (120 brande), il trolley (altre 130 brande), le pantofole (9 euro), le canottiere (8 euro), il cuscino da terra (67 brande, mi sembra). Forse un’altra volta, magari in autunno sarò ricco. O forse non mi faranno più entrare, dato che per quanto poco spendo non gli conviene avermi in negozio se come oggi, nell’ordine, sbatto la testa contro una scatola, faccio cadere delle scarpe, e rovisto fra gli scaffali per 10 minuti colpito dalle camicie corte e dagli scolli profondi delle maglie senza capire che ero nel settore donna (più che altro donna/lesbica, tanto per restare nei luoghi comuni).

Palazzo Barberini.

Palazzo Barberini su via Quattro Fontane è uno di quei posti dove non ero mai stato. Ultimamente mi ha incuriosito sapere che alcune scene del film Vacanze Romane sono state girate lì, compresa l’ultima sequenza, con il bel Gregory che se ne va inquadrato dal basso. Neanche a dirlo, il Palazzo è bellissimo.

Il tipo della libreria, proprio accanto alla biglietteria, è gay e sculetta come una pazza mentre cammina nervosamente per fare non si capisce cosa. La Galleria Nazionale di Arte Antica occupa quasi tutto il primo piano. Le sale sono fresche ma sono illuminate malissimo e a volte non riesco a trovare nessun punto dove mettermi per osservare un dipinto senza riflessi sulla tela. I dipinti più noti, e non a torto, sono “Giuditta e Oloferne” di Caravaggio e “La Fornarina” di Raffaello.

Anche il “Narciso”, forse di Caravaggio, è bellissimo. Mi hanno colpito anche il ritratto di Enrico Ottavo di Holbein, che mi ricorda i libri di scuola, e Natività e Battesimo di Gesù di El Greco che vorrebbero essere celebrativi ma a me trasmettono solo ansia.

Al secondo piano, dopo un percorso lungo e tortuoso, c’è il bagno, dove da una finestra a “bucio” si vede il cortile d’ingresso. Sul retro del palazzo c’è il giardino, con la serra che contiene statue antiche e la scalinata che porta nuovamente all’ingresso.

La parte più bella, almeno secondo me, è il Salone principale del Palazzo. Si intravede dall’ultima sala espositiva e già si capisce che è enorme, col soffitto molto più alto. Si entra e ci si ritrova in uno spazio di più di 400 mq, con le pareti grigie, sovrastati dall’affresco di Pietro da Cortona.